Case green entro maggio 2026: tutto quello che c’è da sapere

Il countdown per la rivoluzione immobiliare europea è ufficialmente iniziato. La Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), meglio conosciuta come “Direttiva Case Green”, ha fissato una data cruciale sul calendario italiano, maggio 2026. Entro questa data, l’Italia dovrà presentare il suo “Piano Nazionale di Ristrutturazione”, ovvero la tabella di marcia dettagliata per rendere il nostro patrimonio edilizio a emissioni zero.
Ma cosa significa concretamente case green per chi possiede un appartamento o una villa? Bisognerà correre ai ripari o c’è tempo? In questo articolo, noi di PRICO faremo chiarezza sulle nuove regole, sui costi previsti e su come trasformare un obbligo normativo in un’opportunità di risparmio e comfort.
Cosa succede a Maggio 2026?
L’Italia ha tempo fino al 29 maggio 2026 per inserire ufficialmente la legge europea (entrata in vigore il 28 maggio 2024) nel proprio ordinamento nazionale. Non si tratta solo di burocrazia, ma è l’atto che stabilirà quali edifici avranno la priorità e quali incentivi saranno messi in campo dallo Stato per sostenere i cittadini.
Senza un piano nazionale chiaro, il rischio è di trovarsi in una giungla di normative. Il governo italiano dovrà definire come supportare le famiglie nel salto di classe energetica, considerando che il nostro territorio ha peculiarità uniche, come i centri storici e gli edifici vincolati che potrebbero godere di deroghe specifiche.
EPBD ed i suoi obiettivi
L’obiettivo finale di EPBD è arrivare ad un parco immobiliare a zero emissioni entro il 2050. Tuttavia, ci sono step intermedi che toccano da vicino i proprietari:
- Riduzione dei consumi: gli edifici residenziali dovranno ridurre il consumo energetico medio del 16% entro il 2030, per arrivare al 20-22% entro il 2035
- Focus sugli edifici più energivori: almeno il 55% della riduzione dei consumi dovrà essere ottenuto attraverso la ristrutturazione degli edifici con le prestazioni peggiori (le classi energetiche F e G)
In Italia si contano circa 12 milioni di edifici residenziali, come attestato dai dati Istat. L’intervento prioritario dovrà dunque concentrarsi sui circa 5 milioni di edifici con le prestazioni energetiche più scadenti. Questo significa che una fetta enorme del mercato immobiliare italiano dovrà essere riqualificata nei prossimi anni per evitare sanzioni o svalutazioni.
Cosa si intende per case green?
Per capire come muoversi entro il 2026, è fondamentale chiarire cosa stabilisce la normativa. In termini semplici, possiamo definire “case green” quegli edifici progettati per abbattere drasticamente l’impatto ambientale e i costi in bolletta.
Secondo la direttiva, un immobile per essere considerato sostenibile deve rispettare tre requisiti chiave:
- Emissioni Zero (o quasi zero): l’edificio deve avere un fabbisogno energetico bassissimo, eliminando l’uso di combustibili fossili in loco e riducendo al minimo le emissioni di gas serra
- Alimentazione da fonti rinnovabili: il consumo energetico totale deve essere coperto da energia pulita prodotta direttamente sul posto (es. fotovoltaico) o nelle vicinanze, tramite comunità energetiche o sistemi di teleriscaldamento efficienti
- Predisposizione all’energia solare: ogni edificio deve essere progettato per massimizzare il proprio potenziale di energia solare, facilitando l’installazione di pannelli fotovoltaici o termici in modo efficiente e vantaggioso
Qual è la differenza tra edifici a emissione zero ed edifici a energia quasi zero
È importante distinguere i due standard che diventeranno la norma nei prossimi anni:
- Edificio a Emissioni Zero (ZEB): è un immobile ad altissima prestazione energetica. In questo caso, il fabbisogno è talmente ridotto da non richiedere l’uso di carbonio, annullando le emissioni operative prodotte dai sistemi di riscaldamento o raffreddamento
- Edificio a Energia Quasi Zero (NZEB): rappresenta uno standard in cui il fabbisogno energetico, pur essendo molto basso, viene soddisfatto in gran parte da fonti rinnovabili prodotte in loco o a chilometro zero
Quanto costa rendere una casa green?
Secondo le analisi più recenti, l’adeguamento energetico di un immobile in Italia può avere costi variabili, ma significativi. Si parla di una spesa media che può oscillare tra i 30.000 e i 60.000 euro per singola unità immobiliare, a seconda dello stato di partenza e degli interventi necessari.
Per conformarsi alle nuove richieste, non basta cambiare le lampadine. Gli interventi più efficaci, che noi di PRICO seguiamo quotidianamente, includono:
- Cappotto Termico: isolare le pareti esterne permette di mantenere il calore d’inverno e il fresco d’estate, riducendo drasticamente il lavoro della caldaia o del climatizzatore
- Sostituzione degli infissi: passare a finestre con triplo vetro e taglio termico elimina gli spifferi e i ponti termici, migliorando anche l’isolamento acustico
- Pompe di calore e fotovoltaico: l’addio graduale alle caldaie a gas (previsto entro il 2040) spinge verso l’elettrificazione. Combinare una pompa di calore con un impianto fotovoltaico permette di produrre autonomamente l’energia necessaria per il riscaldamento
Case green: perchè conviene agire subito?
Sebbene il 2030 sembri lontano, la scadenza di maggio 2026 per il piano nazionale attiverà una serie di meccanismi di mercato che potrebbero rendere le ristrutturazioni più costose e complesse, se rimandate. Un immobile in classe G rischia di perdere valore sul mercato (il cosiddetto green belting). Gli acquirenti oggi sono sempre più attenti all’attestato di prestazione energetica (APE). Al contrario, una casa già efficientata rappresenta oggi un investimento sicuro:
- Bollette più basse: risparmio immediato sulla gestione domestica con riduzione dei costi energetici fino al 60-70%
- Comfort abitativo: temperature omogenee in tutta la casa e assenza di muffe da condensa
- Valore di rivendita: un immobile in classe A o B può valere fino al 20-30% in più rispetto a uno simile in classe G
Case green: Prico ti aiuta nella transizione
Affrontare una ristrutturazione energetica può spaventare, tra preventivi, scelta dei materiali e pratiche burocratiche. È qui che entra in gioco PRICO.
Siamo specializzati nel trasformare edifici obsoleti in case moderne ed efficienti. Il nostro approccio non è “un tanto al metro”, ma una consulenza sartoriale che parte dall’analisi energetica del tuo immobile per individuare gli interventi con il miglior rapporto costi/benefici.
Dalla fase di progettazione alla posa in opera certificata, ti accompagniamo in ogni tappa, assicurandoti che ogni intervento sia conforme alle rigide normative europee e italiane. Non vendiamo solo lavori edili, costruiamo il valore futuro della tua casa.
La tua casa è pronta per il 2026? Non aspettare che le nuove regole diventino un’emergenza.
Contattaci oggi stesso per un check-up energetico professionale e scopri come possiamo valorizzare il tuo immobile, rendendolo pronto per il futuro.
(fonte immagine: Freepik)

