21 Aprile 2026

Bonus ristrutturazione: cosa cambia nel 2026

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Se stai pensando di rinnovare la tua casa, avrai sicuramente sentito parlare delle novità in arrivo per i bonus edilizi. Il panorama delle agevolazioni fiscali sta cambiando radicalmente e il 2026 segna un punto di svolta importante per chi decide di investire sul proprio immobile. Ma cosa cambierà esattamente con il bonus ristrutturazione 2026? In questo articolo faremo chiarezza su scadenze, percentuali e limiti di spesa, per aiutarti a pianificare i tuoi lavori senza brutte sorprese.

Cos’è il bonus ristrutturazione 2026?

Il bonus ristrutturazione è l’agevolazione fiscale che permette di recuperare una parte delle spese sostenute per i lavori in casa sotto forma di detrazione IRPEF. In pratica, lo Stato ti restituisce una percentuale di quello che hai speso, scalandola dalle tue tasse in 10 quote annuali.

Fino ad oggi siamo stati abituati a percentuali molto generose, ma il 2026 attua un cambiamento, introducendo una riforma che punta a stabilizzare il bonus, rendendolo più selettivo. Non si tratta più di una misura d’emergenza, ma di una regola strutturale che premierà soprattutto chi interviene sulla propria casa principale.

Si prevede una detrazione Irpef del 36% (elevata al 50% per le abitazioni principali) per le spese relative alla ristrutturazione di abitazioni e parti comuni di edifici residenziali. Il limite massimo di spesa ammissibile è fissato a 96.000 euro per singola unità immobiliare.

Quali sono le novità?

La novità principale riguarda la distinzione tra gli immobili. Dal 1° gennaio 2026, la detrazione non sarà più uguale per tutti. Se ristrutturi la tua abitazione principale (quella dove risiedi), potrai beneficiare di un’aliquota più alta, mentre per le seconde case o gli altri immobili la percentuale sarà ridotta. Viene inoltre introdotto un meccanismo di “taglio” delle detrazioni basato sul reddito per chi guadagna oltre i 75.000 euro annui, un modo per indirizzare gli aiuti verso chi ne ha più bisogno e verso interventi che cambiano concretamente la qualità della vita domestica, andandola a migliorare.

Perché la detrazione per la ristrutturazione passa dal 50% al 36%?

Molti contribuenti si chiedono perché la storica detrazione del 50% stia lasciando il posto al 36%. La risposta sta nel ritorno alle aliquote ordinarie. Il 50% è stata una misura prorogata di anno in anno per stimolare l’economia, ma la normativa di base prevede che il bonus casa torni alla sua misura standard del 36%. Ad ogni modo, c’è una buona notizia, per il 2026 è stata confermata una deroga per le prime case.

Se i lavori riguardano l’immobile in cui vivi, la detrazione resta al 50%. Se invece ristrutturi una casa che affitti o una casa vacanze, l’aliquota scenderà al 36%. Questa scelta serve a incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio dove le persone vivono quotidianamente, garantendo maggiore efficienza e sicurezza alle famiglie. Tale maggiorazione, però, è applicabile esclusivamente se le spese sono sostenute da coloro che detengono il diritto di proprietà o un diritto reale di godimento sull’immobile utilizzato come abitazione principale.

Chi può richiedere il bonus ristrutturazione 2026?

Il bonus non è riservato solo ai proprietari. Possono richiederlo tutti i contribuenti che sostengono le spese dei lavori e che hanno un diritto reale sull’immobile. Ecco chi può accedere all’agevolazione:

  • Proprietari o nudi proprietari
  • Usufruttuari o inquilini con regolare contratto di affitto
  • Soci di cooperative
  • Familiari conviventi (coniuge, figli, parenti entro il terzo grado) purché sostengano le spese e siano intestatari di fatture e bonifici.

È fondamentale che i pagamenti vengano effettuati tramite il cosiddetto “bonifico parlante” (postale o bancario), che deve contenere il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA della ditta che esegue i lavori. La detrazione è riconosciuta anche per gli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su interi fabbricati, a condizione che siano eseguiti da imprese di costruzione, ristrutturazione immobiliare o cooperative edilizie e che l’immobile venga successivamente alienato o assegnato entro diciotto mesi dalla fine dei lavori.

Esiste il bonus ristrutturazione per chi esegue i lavori da sé?

Questa è una domanda molto frequente, si può ottenere il bonus se non si chiama una ditta e si fa tutto da soli? La risposta è sì, ma solo per le spese dei materiali.

Se decidi di procedere con i “lavori in economia” (ovvero il fai da te), non potrai ovviamente detrarre il valore del tuo lavoro manuale. Potrai però portare in detrazione le fatture d’acquisto dei materiali edili, dei sanitari, dei pavimenti o degli impianti, a patto che siano coerenti con l’intervento di ristrutturazione autorizzato (CILA o SCIA). Anche in questo caso, è obbligatorio pagare tutto con bonifico specifico per ristrutturazione edilizia.

Il bonus vale anche per le parti condominiali?

Il bonus ristrutturazione vale anche per le parti comuni degli edifici. Rientrano in questa categoria gli interventi su fondazioni, muri maestri, tetti, scale, portoni e ascensori, oltre ai locali destinati a servizi comuni come portineria o lavanderia. In questo caso, il beneficio viene ripartito tra i singoli condomini in base alle quote millesimali di proprietà. Per poter usufruire del bonus, è necessario che il condomino abbia effettivamente versato la propria quota all’amministrazione entro i termini della dichiarazione dei redditi. Sarà poi l’amministratore di condominio a rilasciare una certificazione con l’importo totale delle spese e la quota spettante al singolo.

Un aspetto importante riguarda chi sostiene materialmente la spesa, anche se la certificazione è intestata a un solo proprietario, la detrazione può essere fruita da familiari conviventi o conviventi more uxorio, a patto che abbiano contribuito al pagamento e che lo attestino sul documento rilasciato dall’amministratore indicando i propri dati e la percentuale di ripartizione.

Fino a quanto si può spendere con il bonus ristrutturazione?

Il limite massimo di spesa per il 2026 rimane fissato a 96.000 euro per singola unità immobiliare. Questo significa che, indipendentemente da quanto spenderai in totale, il calcolo della detrazione (che sia al 50% o al 36%) si calcolerà su una soglia massima di 96mila euro. Se superi questo tetto, la parte eccedente non sarà agevolabile. Ricorda che il limite è annuale e riferito all’immobile, quindi ciò significa che se la ristrutturazione prosegue su più anni, bisognerà fare attenzione al calcolo cumulativo delle spese per non perdere il beneficio fiscale.

È cumulabile con altri bonus?

Il bonus ristrutturazione può convivere con altre agevolazioni, ma non per gli stessi lavori. Ad esempio, se stai ristrutturando casa e decidi di sostituire anche gli infissi o caldaia per migliorare l’efficienza energetica, potresti scegliere di applicare l’Ecobonus per quegli specifici interventi. L’importante è che le spese siano contabilizzate separatamente e non superino i rispettivi massimali previsti dalla legge.

Perché scegliere Prico per le ristrutturazioni

Navigare tra scadenze, nuove aliquote e limiti di spesa può sembrare un compito arduo. Con l’arrivo delle nuove regole per il bonus ristrutturazione 2026, avere al proprio fianco un partner esperto diventa fondamentale per non commettere errori burocratici e massimizzare il risparmio fiscale. Scegliere Prico significa affidarsi a un team che mette al primo posto la trasparenza e la qualità dei materiali. Sappiamo bene che la tua casa è l’investimento più importante e per questo, mettiamo a tua disposizione la nostra esperienza sul campo per valorizzare il tuo immobile, che si tratti della tua abitazione principale o di una proprietà da riqualificare.

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