27 Novembre 2025

Certificazioni edilizie: quali contano davvero per le opere pubbliche?

certificazioni gruppo primi

Nel panorama dell’edilizia pubblica, la qualità non è soltanto un obiettivo progettuale, ma il risultato di un sistema di regole, controlli e standard certificati che determinano l’affidabilità dell’impresa. Con l’evoluzione normativa del Codice dei Contratti Pubblici, le stazioni appaltanti richiedono livelli di qualificazione sempre più strutturati: in questo contesto le certificazioni per l’edilizia pubblica assumono un ruolo strategico perché attestano competenze tecniche, solidità finanziaria, capacità organizzativa e conformità ai requisiti ambientali e di sicurezza.

Le certificazioni realmente necessarie nel settore pubblico

Non tutte le certificazioni hanno lo stesso peso. Esistono requisiti considerati ormai irrinunciabili. Il primo è l’Attestazione SOA, il documento che abilita l’impresa a partecipare a lavori pubblici di importo superiore ai 150.000 euro. La SOA dimostra la capacità di realizzare determinate categorie di opere — dalle costruzioni generali agli impianti specialistici — e ne definisce anche la classifica economica.

È un sistema di valutazione che verifica la storia esecutiva dell’azienda, il suo organico, le attrezzature, la disponibilità tecnica e la solidità economica. Per la pubblica amministrazione è uno strumento fondamentale: assicura che l’operatore selezionato possieda un livello minimo di garanzia professionale, riducendo i rischi di impropria esecuzione.

Accanto alla SOA, si collocano le certificazioni ISO, che rappresentano un’altra colonna portante negli appalti. La ISO 9001 è oggi un prerequisito quasi universale perché attesta che l’impresa lavora con processi controllati, documentati e ripetibili, riducendo margini di errore e garantendo un miglioramento continuo.

La ISO 14001, dedicata alla gestione ambientale, è invece un indicatore imprescindibile nelle gare in cui la sostenibilità è un criterio premiale o obbligatorio. Infine, la ISO 45001, relativa alla sicurezza sul lavoro, certifica la presenza di un sistema integrato di prevenzione e protezione per lavoratori e fornitori, elemento oggi centrale nei cantieri complessi.

Completa il quadro l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), obbligatori per molte categorie di interventi pubblici, come la costruzione e ristrutturazione di scuole, ospedali, edifici amministrativi e infrastrutture.

I CAM disciplinano l’intero ciclo del cantiere: scelta dei materiali, efficienza energetica, riduzione delle emissioni, gestione sostenibile dei rifiuti, tracciabilità ambientale dei prodotti impiegati. Non si tratta di una semplice conformità documentale: i CAM influenzano la progettazione, l’approvvigionamento e la gestione dell’opera, diventando un fattore determinante per la selezione dell’appaltatore.

Come il Gruppo Primi interpreta e soddisfa questi requisiti

Il Gruppo Primi ha costruito negli anni un sistema di qualificazione che integra tutti i requisiti oggi richiesti nella filiera dei lavori pubblici. L’Azienda è in possesso di Attestazione SOA nelle principali categorie OG e OS, a dimostrazione della capacità di intervenire su opere complesse sia in ambito edilizio sia impiantistico. Il sistema di gestione certificato ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001 garantisce un controllo rigoroso dei processi, una gestione ambientale orientata alla sostenibilità e un’organizzazione della sicurezza conforme alle migliori pratiche europee.

Particolare attenzione è dedicata all’applicazione dei CAM appalti, che il Gruppo gestisce attraverso procedure interne strutturate: verifica dei materiali in ingresso, scelta di fornitori certificati, monitoraggio dei rifiuti di cantiere, redazione delle schede tecniche richieste dalle stazioni appaltanti. Questa impostazione consente all’azienda di presentarsi come interlocutore credibile in progetti pubblici ad alta complessità, dove la documentazione ambientale è diventata parte integrante del processo esecutivo.

Focus: edilizia scolastica, ospedaliera e infrastrutture

Alcuni settori del pubblico richiedono livelli ancora più elevati di controllo. Nell’edilizia scolastica, ad esempio, i CAM non sono un’opzione ma un vincolo obbligatorio: questo comporta la scelta di materiali certificati, l’attenzione alla qualità dell’aria interna, la progettazione di ambienti ad alta efficienza energetica e l’adozione di soluzioni costruttive sicure per gli utenti più vulnerabili, come studenti e insegnanti.

La presenza di certificazioni SOA e ISO si traduce in cantieri più controllati e in edifici più salubri e resilienti. L’edilizia ospedaliera, invece, amplifica ulteriormente le esigenze tecniche. Le strutture sanitarie richiedono processi esecutivi estremamente regolamentati, tracciabilità totale delle forniture e standard di sicurezza superiori.

Qui le certificazioni non sono solo un requisito, ma un elemento essenziale per garantire continuità dei servizi sanitari e qualità degli ambienti destinati ai pazienti. Nelle infrastrutture di trasporto — strade, opere idrauliche, parcheggi, logistica — la complessità del cantiere impone esperienza, stabilità organizzativa e sistemi di gestione certificati. La combinazione tra attestazione SOA e certificazioni ISO diventa, in questi casi, un meccanismo di tutela per amministrazione e utenti finali.

Il partner con certificazioni validate per la pubblica amministrazione

In tutti questi ambiti, la qualità delle certificazioni non incide solo sulla fase di gara, ma determina il livello di affidabilità del cantiere lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. L’esperienza dimostra infatti che edifici e infrastrutture realizzati da imprese dotate di sistemi di gestione certificati presentano minori difformità in corso d’opera, una migliore aderenza al progetto esecutivo e un processo di collaudo più rapido, perché supportato da una documentazione tecnica completa e verificabile.

Per la pubblica amministrazione questo rappresenta un vantaggio significativo: una filiera certificata garantisce una maggiore trasparenza della spesa, riduce il rischio di contenziosi e assicura performance prestazionali dell’opera nel medio-lungo periodo. Non è un dettaglio marginale, soprattutto nei settori, come quello scolastico e ospedaliero, dove la funzionalità dell’edificio incide direttamente sulla qualità dei servizi erogati alla collettività.

Inoltre, il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi assume un ruolo strategico per la realizzazione degli obiettivi di sostenibilità fissati dalle politiche europee. Le stazioni appaltanti, attraverso i CAM, possono indirizzare la progettazione e l’esecuzione verso soluzioni a minore impatto ambientale, stimolando l’impiego di materiali riciclati, la riduzione delle emissioni e l’efficienza energetica degli edifici pubblici.

Le imprese che possiedono certificazioni ambientali e procedure interne strutturate risultano quindi maggiormente competitive perché in grado di gestire con continuità gli adempimenti richiesti e di documentare puntualmente ogni fase.

(fonte immagine: Archivio Prico – Gruppo Primi)